L’ONU si è presa la responsabilità di catalogare un grande paese europeo, Italia, come razzista. Prima ancora l’UE (sia in Commissione che in PE) ha mosso le stesse accuse, confermate poi anche dal ministro degli Esteri romeno. Come curiosità, il rapporto ONU che recita la “maldicenza” risale al 6 marzo ma nessuno ha detto niente. Giovedì la stampa ha iniziato parlare, quindi venerdì di buona mattina Frattini si è messo negare tutto. “L’Italia non è razzista per niente”, diceva lui come se l’ONU fosse qualche ONLUS sotto casa che si occupa del maltrattamento delle rane saltarelli con coda blu e guscio piatto.
Da noi c’è un detto: “Se più di una persona ti dice che sei ubriaco, vai a casa a dormire”.
Ad una condizione pero; la mattina dopo chiedi al Parlamento di non votare la clandestinità come reato e di non osare di chiedere ai medici di denunciare gli stranieri, facendo finta che il giuramento di Ippocrate fosse un scherzo di vecchia data. E poi ancora, di chiedere ai deputati di non votare per le ronde, che poco o nulla possono fare sui temi veri della sicurezza. E poi ancora di dire ai suoi colleghi del governo che non è molto abituale negli stati democratici di prelevare impronte in base all’etnia. E che non è giusto separare i bambini in scuola in base alla nazionalità. E di ammettere che non è giusto che un romeno possa essere condannato in primo grado a 30 anni per violenza sessuale e scagionato nel ricorso dalla prova DNA. E che non è giusto che per lo stesso reato di violenza sessuale comprovata dal DNA un italiano se ne prenda cinque anni, anche se, quest’ultimo ha minacciato la vittima (romena) con un coltello. E cosi via…
2 Commenti
Marzo 23, 2009 alle 9:05 pm
Traim in Italia si asta de ocupa tot timpul.
Aprile 16, 2009 alle 8:01 am
Sono andata via da un paese che ci avrebbe messo troppi anni per la ricostruzione dopo una dittatura e sono capitata in un paese che sta scivolando vertiginosamente verso un’altra dittatura…
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-5/consiglio-europa/consiglio-europa.html