1912 Congresso degli Stati Uniti – Rapporto sugli immigrati italiani
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.
13 Commenti
Maggio 28, 2009 alle 5:03 pm
Offff!
M-am linistit spre sfarsitul articolului, cand am priceput ca nu se trata de Italia si romani cu piele mai neagra, ci de America si italieni. Nu citisem titlul!
Che solievooooo
Maggio 28, 2009 alle 8:33 pm
Caro amico, veramente eccezionale! Ho letto qualche pagina simile nel romanzo di Melania Mazzocco, “Vita”. Non dobbiamo dimenticare il passato.
Maggio 29, 2009 alle 12:04 pm
in sfarsit…dupa o luna si opt zile…ma gandeam ca ai renuntat la blog si aveam de gand sa scriu un protest…bine ai revenit la cafeaua mea de dimineata!!!
Maggio 30, 2009 alle 5:11 am
Foarte interesant!Felicitari pentru aceasta propunere de lectura!…
Maggio 30, 2009 alle 11:44 am
E’ veramente assurdo che proprio gli italiani si atteggiano a “razza pura da difendere ora”.
Ho avuto le lacrime agli occhi, una settimana fa, quando mi sono sposata con il mio compagno romeno, in Germania, al municipio. E più dell’emozione per il “fatidico si” è stata la bellissima e molto solenne “orazione” fatta dall’ufficiale dell’anagrafe che ci ha sposati, dando il benvenuto al mio nuovo marito in Germania, ed elogiando la multiculturalità e il contributo degli stranieri alla società tedesca e al suo sviluppo.
E parlo di un piccolo paesino dell’alta Baviera..pieno di gente abbastanza incolta di campagna, la maggior parte vota straconservatore, non dell’intellettuale e progressista Monaco o Berlino.
Anni luce, come si suol dire…
Maggio 30, 2009 alle 12:34 pm
Foarte bine punctat !
Maggio 30, 2009 alle 4:55 pm
http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/nomignoli/nomignoli.spm
Sfogliatelo..è foarte interesant
Maggio 31, 2009 alle 11:03 am
bentornato!
Giugno 1, 2009 alle 8:11 am
@Andi
@sempretitti
Quindi fate finta di niente…
Non sono “mancato” e la prova è dietro questo link: http://www.adevarul.it
Giugno 1, 2009 alle 10:37 am
che facciamo finta di niente è un po’ troppo, direi. Il link lo conosciamo pure, ma è una cosa “recente”, rispetto alla data dell’ultimo post che trovavamo ultimamente sul blog.
Certo, saranno stati i lavori preparatori per l’apertura del sito, ma dal blog non si poteva “indovinare” niente di ciò.
Comunque, complimenti!
personalmente ci vado spesso, perché lì trovo tutto quello che mi potrebbe interessare, sia sulla Romania (dove vivo attualmente), sia sull’Italia, dove è rimasta una parte di me.
Giugno 1, 2009 alle 9:04 pm
concordo con gli altri. era tanto che non scrivevi sul blog.
comunque è inutile parlare adesso dell’emigrazione italiana. è un argomento che non interessa a nessun italiano, dato che ora non sono + loro a dover emmigrare. girano la frittata e basta.
Giugno 1, 2009 alle 9:37 pm
Il libro di Gian Antonio Stella non è stato apprezzato molto, nemmeno dagli studenti. Non c’è nulla da capire sul perché gli italiani la pensano male. Stella lo dice chiaramente come la pensa la popolazione italiana: “Noi abbiamo vissuto l’esperienza prima,loro dopo. Punto.” Questo dice tutto.
E’ inutile parlar di emigrazione e immigrazione. Ognuno ha il suo pensiero e di certo non lo cambia così; per non parlar della Lega.
Ieri era ieri, oggi è oggi e ognuno deve pensare ai suoi interessi, non di certo a com’era la vita da emigrante. Ogni italiano ha o ha avuto in famiglia qualcuno che è emigrato da qualche parte. Io ne conosco di persone che sono emigrate in Svizzera e in Germania e sanno bene cosa significa esser immigrato, ma questo non cambia la loro visione. Loro stessi sono imprenditori o titolari ma fanno le stesse cose che hanno subito. Non esiste sfruttamento nei riguardi degli stranieri. Sfruttati lo sono tutti. L’imprenditore deve pensare al suo utile, ai suoi soldi, non guarda in faccia il dipendente. E’ così dappertutto. Sfruttamento non c’è mica solo in Italia. In tutto il mondo. Ne conosco di giovani italiani che sono andati a Londra a lavorare e imparare la lingua, e prendevano 800 euro o massimo 1200 lavorando in ristoranti e dormivano in due in una stanza. Il discorso qui è lungo e ci sarebbero molti dettagli da aggiungere, ma chiudo dicendo che sfruttati lo siamo tutti
Sull’argomento feci un video mesi fa. 5 italiani in tutto l’hanno apprezzato, il resto hanno fatto i soliti discorsi.
Giugno 7, 2009 alle 5:19 pm
Questa è la verità sugli immigrati come dice bene il tuo titolo e non sugli Italiani .
Lo status di immigrato non lo hanno vissuti TUTTI gli italiani quindi cosa pretendi che debbano comprendere di preciso milioni di altre persone che se ne sono rimaste da quest’altra parte dell’oceano ?