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La carica dei 160.000 è destinata a durare

16 settembre 2010

Opera Nomadi ha fatto sapere che il numero degli zingari (di tutte le etnie) in Italia sarebbe più o meno di 160.000. Tra 50% o 60% sono cittadini italiani ed il resto vengono dalla ex-Jugoslavia (12,5 – 15%) e Romania e Bulgaria il restante 40 – 43% (65.000 – 70.000 unità). Cifre da capogiro e da fare marcia elettorale sopra. Ma facciamo due calcoli.

Supponiamo che un domani le autorità decidessero di risolvere questo problema. Grosso modo io vedo due opzioni.

1. Espulsioni. La meta non italiana va mandata a casa al costo minimo di 100 euro di biglietto e 200 euro di incentivo. Cosi facendo sono in tutto circa 25 milioni di euro, senza considerare la spesa per le demolizioni, bonifica delle aree e quant’altro. E poi irrimediabilmente tornano.

2. Avviare programmi di integrazione con la popolazione nomade attiva e non ancora integrata. Supponiamo un 50% sapendo di esagerare. Questa volta mettiamo un costo mensile (esagerato) di 150 euro a testa, tra corsi, apprendistato etc. Un totale di 144 milioni di euro all’anno. Anche se raddoppiamo per lasciare qualche spicciolo al terziario la somma non può essere paragonata alla spesa per le auto blu che si aggira intorno ai 4 miliardi di euro all’anno. Un innocente Brunetta diceva che con la meta dei soldi si potrebbe garantire lo stesso servizio.

Poi ci sono anche i fondi UE, quindi l’Italia spenderebbe ancora meno.

Ma se un problema “stringente” viene risolto, nella prossima campagna elettorale su cosa si chiedono i voti? Sui veri problemi?

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