Febbraio 12, 2009

Cambiamento di rotta?

Di nuovo l’ufficio stampa del Comune di Milano. Adesso sono due le ipotesi; o De Corato è all’avanguardia o ce l’ha con tutti. Mi vergogno di pensare che un assessore sicurezza, nonché vicesindaco del Comune di Milano può condire qualsiasi comunicato  con dei romeni o albanesi (non vedo la similitudine) anche quando non c’entrano!

SICUREZZA, DE CORATO: “CLANDESTINI E PROSTITUZIONE NUOVI BUSINESS DELLA MAFIA CINESE CHE COPIA LE BANDE ROMENE E ALBANESI”

Solo oggi la scoperta di un laboratorio-dormitorio in via Balbo e arrestata una maitresse tenutaria di un appartamento per massaggi a luci rosse in via Isonzo. Da inizio anno già 28 cinesi denunciati o arrestati a Milano

Milano, 12 febbraio 2009 – “La scoperta di un laboratorio-dormitorio per clandestini in via Balbo e l’arresto di una maitresse tenutaria di un appartamento per massaggi a luci rosse in via Isonzo sono ormai la punta di un iceberg di una criminalità cinese che è in impressionante espansione a Milano e nell’hinterland. E bisogna ormai constatare che proprio la clandestinità e lo sfruttamento della prostituzione sono tra i business più redditizi, sulla scorta dell’insegnamento delle bande romene e albanesi. Un fatto nuovo che va a sommarsi al tradizionale illecito della contraffazione e del gioco d’azzardo cui eravamo abituati e che lascia intravedere risvolti per cui sarebbe opportuno che venissero concentrate più a fondo le indagini”.
Lo dichiara il vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato, a commento di due fatti di cronaca che hanno visto coinvolta la criminalità cinese.

comune.milano.it

Il vice sindaco De Corato. Fonte: comune.milano.it

“Solo da inizio anno – spiega De Corato – ci sono stati a Milano ben 28 cinesi coinvolti in reati. E su cosa stia accadendo all’interno della comunità cinese è interessante leggere la relazione del procuratore della Repubblica per i minorenni di Milano, “Giovani provenienti dalla Cina nel commettere reati sia contro il patrimonio sia contro la persona appaiono inseriti in strutture di tipo piramidale, il cui vertice è costituito da adulti senza scrupolo che non esitano a strumentalizzarli per commettere i reati più disparati per lo più commessi all’interno della stessa comunità cinese”. Non ci vuole molto a capire che è in corso un’offensiva della mafia cinese che si avvale di una sempre più ampia manovalanza per allargare i propri affari a discapito delle economie sane e a danno dell’occupazione regolare”

Febbraio 11, 2009

Sempre qualcosa di nuovo sul fronte anti-romeno

di Preda Barbu

La parola d’ordine delle media è “nessun giorno senza reato romeno” nelle notizie, sia anche il più umile. Così, dai 1500 reati denunciati quotidianamente in Italia, il pubblico viene immancabilmente informato su almeno uno dei 87 reati denunciati contro cittadini romeni. La proporzione media è di quattro reati italiani su uno romeno. Ma il povero lettore martellato su base giornaliera arriva intuitivamente alla conclusione che più o meno la metà dei reati sono commessi dai romeni. Sfortunatamente, i romeni non sono capaci di fornire ogni giorno una notizia degna dell’immagine mostruosa a loro attribuita dalle media, allora si fa freccia di ogni legno e sui giornali arrivano molto spesso notizie del genere “romeno ruba cosmetici per 11 Euro”, “romeno nasconde parmigiano nel marsupio”, “romeno denunciato per porto abusivo di armi” (coltellino svizzero), “…ruba liquore”, “…porta via una sedia a rotelle per un suo connazionale rimasto vittima di un infortunio”, e via scrivendo, mentre dall’inizio dell’anno – nei scorsi 40 giorni – 63 omicidi sono stati perpetrati in Italia (più di un terzo, delitti mafiosi), trattati dalle stesse media perlopiù con pudica discrezione.

E poi soltanto una questione di tempo, finché al seno di una popolazione di ben oltre un milione di persone si produrrà anche un crimine vero, lordo, orrendo, come quello di Guidonia. Allora c’è la festa nelle redazioni, c’è munizione da sparare grosso sui romeni per almeno due settimane, si ospitano sistematicamente appelli al linciaggio anzi al genocidio, aizzando impunemente odio e violenza micidiale.

Quando l’interesse minaccia di spegnersi, per mantenere l’atmosfera di stato d’assedio focalizzato sui romeni, c’è sempre l’incidente stradale, questi sono affidabili, accadono sempre, basta aspettare il fin di settimana…L’isteria micidiale creata dalle media contro il romeno coinvolto nel incidente stradale di sabato sera a Roma raggiunge colmi impensabili in una società civile. Non conta più che, fino a prova contraria sanzionata da un giudice, le persone coinvolte in ogni incidente stradale sono considerate vittime, non interessano più la dinamica dell’incidente, l’accertamento delle responsabilità, le prove biologiche, il parere degli esperti. Già sul posto, quando si sa che uno dei coinvolti è romeno, la gentaglia passa al linciaggio, mentre le media inondano il spazio pubblico con acutissimi discorsi di odio sullo sfondo di enormità infame (il romeno che assaggia tranquillamente la birra mentre guarda come si estinguono le sue vittime).

Per caso, due incidenti stradali molto simili a quello del “assassino, criminale ubriaco” accaduti nello stesso periodo vengono praticamente ignorati dalle media, che trova appena 60 parole per riferire questi casi di cronaca dove, quando sono i romeni a crepare dopo un scontro con un italiano, lo fanno da anonimi e per colpa loro:

LATINA (3 febbraio) – Tragico incidente a Latina sulla via Appia, all’altezza di Tor tre Ponti: poco dopo le 21 un 57enne di Sermoneta al volante di una Nissan Patron ha travolto un rumeno 51enne, G. O., che camminava insieme al cugino sul ciglio della strada. L’uomo è morto sul colpo.

Seconda: AREZZO (8 febbraio) - Due giovani romeni, un ragazzo e una ragazza, sono morti oggi in uno scontro frontale sulla ex statale 71 in Casentino. L’incidente e’ avvenuto in frazione Stazione Vecchia, nel comune di Subbiano. In una curva si sono scontrati una vettura con un cinquantenne di Bibbiena e un’auto con a bordo cinque giovani, tutti di nazionalita’ romena. I due giovani sono morti sul colpo. Tre i feriti gravi. Solo lievi ferite per il conducente della prima vettura.

Febbraio 10, 2009

Ufficio Stampa del Comune di Milano, di nuovo incitamento all’odio

Vi propongo un comunicato giunto ieri in redazione dal Comune di Milano. Vi chiedo la pazienza di leggero un po’ al contrario per vedere se il titolo quadra. Quindi l’apertura della notizia recita:

Milano, 9 febbraio 2009 – Oltre 200mila richieste di intervento giunte alla Centrale, 1164 patenti ritirate e 113 veicoli confiscati a guidatori ubriachi, quasi 200mila articoli contraffatti recuperati da venditori abusivi, 4840 denunce, 1013 clandestini fotosegnalati, 4059 multe anti-prostituzione, ma anche 94 finti matrimoni per ottenere la cittadinanza italiana o europea: sono questi alcuni dati resi noti oggi dal vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che ha illustrato in conferenza stampa i risultati di un anno di attività della Polizia Locale. (…)

Ecco a voi adesso il titolo: SICUREZZA, DE CORATO: “ROMENI RESPONSABILI DEL 90% DEI REATI COMMESSI DA COMUNITARI A MILANO”

Incredibile… Più in là troviamo la parte che parla di romeni. Quindi, 376 denunce e 22 arresti in un anno! Il 10% degli stranieri quando i romeni sono un quarto… Va detto che nello specifico i vigili trovano un certo tipo di infrazioni: “invasioni di terreni o edifici, furto, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione”. Non viene a qualcuno un dubbio che parte di questi delitti appartengono ad una etnia molto marginalizzata in Italia?

palazzo-sede-del-comuneDENUNCE E ARRESTI – “Gli stranieri – ha spiegato De Corato –sopravanzano gli italiani: 2788 denunce e 216 arresti contro le 2052 denunce e 35 arresti a carico di italiani. Ma un dato è ulteriormente indicativo: su 411 denunce a carico di comunitari 376 sono romeni e su 22 arresti 15 arrivano dalla Romania. Questo significa che a Milano i responsabili del 90 % dei reati commessi da comunitari e scoperti dai vigili sono romeni. Tra i prevalenti ci sono invasioni di terreni o edifici, furto, danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di cose altrui, falsità materiale commessa dal privato e/o in certificati, resistenza a pubblico ufficiale ricettazione. (…)

Febbraio 6, 2009

Roma si riprenda le sue canaglie

di Preda Barbu

Avvertimento

Qui sotto abbiamo una parodia dell’articolo di Paolo Granzotto pubblicato nel Giornale. Personalmente mi trovo a distanza di anni luce dello sporco di questo articolo. Ho voluto soltanto darvi un’idea di come deve sentirsi un romeno chi legge quell’articolo.

Che Italia si riprenda le sue canaglie: fannulloni truffatori travestiti in uomini d’affari, falliti arroganti e viziosi che si prendono per “esperti”, pedofili e soprattutto mafiosi. Fuori dalla Romania, canaglie! Fuori, fuori, senza la minima esitazione. Accompagnati alla frontiera e lì consegnati alle autorità italiane. Ci pensino poi loro a farne ciò che ritengono opportuno. I romeni sono tolleranti e l’ospitalità romena è riconosciuta dappertutto il mondo. Ma che il contribuente romeno, categoria alla quale mi onoro di appartenere, debba sborsare miliardi di euro a l’anno per farla scontare ai danni economici e sociali provocati dalla feccia italiana è una cosa che non mi va giù. Oltre tutto, se una volta riconosciuta colpevole di reato rispedissimo al mittente la feccia italiana – e spero che non mi si dia del razzista se chiamo col loro nome individui che hanno implementato in Romania la criminalità organizzata di tipo italiano, distruggono la nostra economia, truffano, ammazzano, stuprano i nostri bambini. C’è da aggiungere un’altra cosa. Per il italiano che si macchia di un delitto – di qualunque entità esso sia – una pena grave, dolorosa da sopportare, è proprio quella di lasciare quel Bengodi per la criminalità organizzata italiana che è Romania. Dove un po’ per tolleranza, un po’ per indifferenza, un po’ per la carità cristiana ortodossa, un (bel) po’ per la nostra proverbiale accoglienza ed ospitalità noi abbiamo lasciato nascere, espandere ed ingrassare tutta questa feccia italiana, rendendole particolarmente accomodante la vita ai malviventi. Resta il fatto che in Italia il delinquere economico e mafioso e meno lucrativo che in Romania. Se così non fosse, non verrebbero a frotte da noi per esercitare la loro, diciamo così, professione.
Ci sarebbe, su questo argomento, da sentire il parere delle vittime o, in caso di omicidio, dei loro parenti. Che si aspettano, che pretendono che giustizia sia fatta. Ma che per i motivi della pigrizia e corruzione della nostra polizia i sopraddetti di rado vedono esaudita la loro legittima, umanissima richiesta. Mi chiedo allora se desti più furore sapere che il colpevole in qualche modo l’ha fatta franca, o sapere che è fuori dai piedi, in qualche galera o in qualche gomorra italiana, non proprio luoghi ameni, sia l’una che l’altro. Non so, ma io non avrei dubbi. Oltre tutto Italia è in Europa, aderente a pieno titolo all’Unione e non mi pare sia consono allo spirito, agli ideali e ai principi “eurolandici  impestare di canagliume gli Stati membri. Non dico mica che noi siamo, da quel punto di vista, dei santi. Ma ciascuno si tenga le canaglie sue e pertanto, quelle italiane, fuori.
Fuori, senza la minima esitazione.

Febbraio 6, 2009

L’ipocrisia della maggioranza

Senza accorgersene, gli onorevoli ed i governanti della maggioranza danno un squallido esempio d’incoerenza. Per essere più precisi, Piergiorgio Stiffoni, senatore della Lega Nord, nonché membro del Comitato per l’attuazione degli accordi di Schengen e per la vigilanza in materia di immigrazione, ha dichiarato che i romeni sono indegni di rimanere nell’Unione europea in quanto stupratori di professione. Poche ore dopo il Governo vara il Ddl Sicurezza con un emendamento che vieta il razzismo. I social network come Facebook ed affini non potranno ospitare più gruppi come “Ammazziamo i romeni” oppure “Al rogo con gli zingari”. Vabbè, la tribuna del Parlamento non è il Facebook, da lì si possono dire tutte la cafonate, vero?

Febbraio 2, 2009

Lo stupro di Guidonia a sipario quasi calato

La settimana scorsa non sono riuscito a raccontare come avrei voluto lo “stupro di Guidonia” e la campagna “Er romeno è un mostro, ammazz’amolo!” Non sono riuscito in italiano. Per quanto riguarda “Adevărul” penso che nessuno si può lamentare; evento coperto a 360 gradi, certo con l’impagabile aiuto della redazione di Roma.

Ma analizzare a sipario quasi calato la successione degli eventi, non fa che svelare aspetti interessanti. Il primo che mi viene in mente è l’assoluta incapacità di difendersi della comunità romena. Essendo un’immigrazione ritenuta anche dai suoi stessi attori di poca durata, non ha creato organismi con tradizione, quindi di peso politico e/o sociale. Le poche associazioni romene che si sono mosse hanno impugnato a suon di comunicati il loro desiderio di vendetta, nei confronti dei quattro squinternati ubriachi. Ignorando un diritto per quale dovrebbero lottare: la presunta innocenza.

Alcuni comunicati erano conditi con le scuse da parte dei tutti i romeni (non ricordo di aver sbagliato di un pelo, né da quando sono in Italia, né prima!) per l’accaduto. Capisco la solidarietà e ci sto con tutto il cuore, ma le scuse? Meglio non parlare degli eventi organizzati dalla „frazione Bădescu” e la “frazione Assoforum”, sarebbe uno spreco di energia come il loro di stare divisi anche sotto la disgrazia. A qualcuno che già prepara la cannonata rispondo con un pensiero un po’ estrapolato di Cioran: “Cosi tanto amo la mia gente che mi permetto di parlare male”.

il_giornaleIl secondo aspetto che sottopongo all’attenzione è la parte penale di tutta questa storia. Peppino Calderola (PD) si è sentito libero di “gratulare” un’intera nazione con degli aggettivi come “criminali”, “razza bestiale” e cosi via. Anche sugli interventi della stampa ci sono degli articoli che sfidano apertamente il Codice Penale. Adesso mi viene in mente questo articolo del quotidiano “Il Giornale”. Nell’articolo l’eccezione è presa come abitudine e si va alla ricerca dell’odience. La verità è che personalmente studio eventuali vie legali da intraprendere, aspetto altri offesi.

Un altro aspetto da considerare è l’infime comparsa dei romeni sui media italiani. Ma questo è già un altro disegno, da approfondire con calma più in là.

Febbraio 2, 2009

Haz de necaz

In Italiano sarebbe “ridere sulle disgrazie”. Il modo saggio nel quale i romeni prendono le cattive notizie.

Ecco a voi una delle ultime barzellette che circolano in Romania.

Inondazioni in Romania, numerosi fiumi esondano ed altrettante dighe cedono. Muoiono 50.000 romeni, si dichiara lo stato di calamità e la comunità internazionale s’impegna a mandare degli aiuti. Gli Stati Uniti mandano varie tonnellate di cibo, Gran Bretagna manda medicine, Francia manda delle tende e coperte. L’Italia manda 50.000 romeni indietro…

Gennaio 31, 2009

L’Italia sceglie le priorità

L’autostrada della Mafia uccide. Brasilia si permette uno dei più grandi dispetti diplomatici dell’ultimo periodo. Un violentatore italiano è mandato a casa perché ubriaco e drogato. Un giovane italiano di appena 19 anni viene freddato. Sta emergendo una database con miglia di conversazioni telefoniche, che spaventa pure Berlusconi e lo fa gridare allo scandalo. Un pedofilo italiano viene beccato davanti alle scuole di Roma. Cosa ne esce fuori? Che quattro romeni ubriachi hanno violentato. Oggi sono usciti fuori altri quattro deficienti romeni che hanno violentato una connazionale. In Italia si registrano mediamente quattro violenze sessuali al giorno. Una ogni tre giorni per i romeni. Quindi robba marcia c’è…

Gennaio 27, 2009

La caserma dei CC senza uscita di sicurezza

Noto tristemente che c’è una caserma dei carabinieri in Italia che non ha attuato ancora la normativa anti-incendio. Si tratta della caserma di Guidonia dove c’è un’unica porta d’accesso ed è proprio quella che dà in strada. Cosi, i carabinieri sono stati costretti a tirare fuori dalla caserma i sei romeni arrestati per la violenza di giovedì tra le grida della gente ed un folto esercito di giornalisti.

Veramente c’è un viale alla sinistra dell’edificio che porta sul retro, ma era bloccato con le macchine che dovevano venire davanti a prendere gli arrestati. Scherzi ed ironia a parte, ho assistito al circolo mediatico inscenato per l’arresto dei romeni accusati del gravissimo episodio di violenza dello scorso giovedì. Un po’ divertito, un po’ rammaricato.

Il canale satellitare Sky TG24 ha trasmesso generosamente immagini in diretta dalla caserma CC Guidonia. Cosi ho visto tutto; dallo sbocciare della “soffiata” che sono arrestati dei romeni, fino alla partenza delle macchine per consegnarli all’autorità giudiziaria.


Il film degli eventi


Alle o9.00 circa verifico il sito dei CC per vedere se sono novità sul caso. Niente. Poi l’ANSA lancia la bomba: un numero imprecisato di romeni arrestati per la violenza a Guidonia. Sono interrogati IN QUESTO MOMENTO nella caserma CC di Guidonia.

Poco dopo la Sky manda il suo „mezzo busto” sul luogo, il che vuol dire come minino tre-quattro interventi.Al TG delle 12.00 attaccano con il servizio sulla violenza e rimangono collegati per più di 40 minuti con la promessa che ci faranno vedere le facce degli arrestati. All’inizio, poca gente di passaggio e qualche giornalista. Magistrale uno degli intervistati in diretta che alla domanda della reporter “è venuto qui per vedere i romeni?” risponde vagamente: “Io abito qui vicino… c’è tanta gente in giro…”


Sky TG24

Sky TG24

Poco dopo compaiono le inconfondibili “beta” della Rai e Mediaset. Alle 12.15 c’è una timida prova per tirar fuori i romeni, ma subito il cambiamento, si aspetta ancora. Chi sa perché? Forse uno degli indagati aveva la scarpa slacciata ed era in evidente pericolo d’inciampo. Dopo altri circa 40 minuti, la gente comincia a presentarsi davanti alla caserma per chiedere la testa dei presunti violatori.

I carabinieri escono numerosi (da dove sono entrati se non c’è la seconda porta?) e fanno un corridoio umano per portare sani e salvi i romeni nelle macchine. Uno per uno sono tirati fuori e caricati sulle macchine mentre la gente spingeva per linciarli. Chi se lo aspettava dopo i raid che hanno portato in ospedale cinque albanesi e quatto romeni innocenti?

Sono quasi le 13.00, ed io mi sento molto sollevato; gli uomini dell’arma ce l’hanno fatta.

Nella scaletta del TG24 questa violenza precede la rottura diplomatica con il Brasile, la frana sull’autostrada (quasi non si sente) e di gran lunga lo scandalo dei tabulati telefonici.

Intendiamoci, è un episodio gravissimo ed io non ho l’intenzione di proteggere gli arrestati. E’ vero anche che per me funziona la regola della presunta innocenza fino alla condanna. Ma se si dimostrano loro i colpevoli, l’ergastolo mi sembra poco.

Gennaio 26, 2009

Minacce di morte agli stranieri nei principali giornali italiani

Sono attonito. Non ho mai visto (e pensavo non fosse possibile in Europa) che la stampa possa fare da mezzo per diffondere minacce di morte su sfondo razziale. Qualche tabloide, quà e là, che titola con le minacce del marito incornato oppure di uno che ce l’ha con il mondo intero, si. Ma citare ragazzi alla pubertà che si fanno giustizia da soli, come se fossero degli eroi, questo no.

Il settimanale “L’Espresso” ed il quotidiano “Il Messaggero” mi hanno lasciato di stucco. Proverò ad informare l’Ordine, ma temo che è inutile.  Non c’è malvagità in quei giornalisti, semplicemente  pensano che questo è normale.

Tengo a precisare che cinque albanesi e quattro romeni sono stati già menati di brutto. Avranno bisogno di una ventina di giorni di ricovero. Loro non c’entravano niente con la violenza.