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“Perché io devo fare 16 anni se un italiano per lo stesso reato ne fa 8?”

15 gennaio 2009

Ho scovato in rete il blog di Doina Matei. Si occupa un ragazzo italiano di 28 anni, ma la sua famiglia ed i suoi amici non lo sanno. Ha chiesto pure a noi di tenerlo segreto in questi tempi bui.

Per chi non se lo ricorda, Doina Matei è la ragazza romena condannata a 16 anni di galera per un omicidio che il giudice ha voluto considerare come preterintenzionale.


L’indirizzo è http://blog.libero.it/doinamatei/

Vale la pena leggerlo. Ecco il post che spiega meglio il fatto:


L’INDIFFERENZA DELLA GENTE

Il 26 aprile 2007 nella metro B di Roma è successo quello che è successo…due ragazze con molti problemi alle spalle si sono incontrate per un caso…per un caso hanno cominciato a litigare…per un caso una è morta, l’altra è in prigione condannata a 16 anni. Due vite, due esistenze già tanto tormentate si sono spezzate….Doina non voleva uccidere ma è diventata per molti un mostro, una killer spietata…..eppure i giudici hanno detto che non voleva ucccidere (omicidio preterintenzionale ossia oltre l’intenzione).
E’ rumena, però,  e quella razza va punita, va messa in riga, va educata, bisogna interrompere l’invasione da Bucarest…..niente attenuanti generiche (è incensurata Doina ma è rumena; è giovane Doina ma è rumena; ha due figli Doina ma è rumena; si prostituiva per mantenerli ma è rumena; è povera Doina ma è rumena; è dovuta crescere da sola Doina ma è rumena), il massimo della pena, l’aggravante dei futili motivi.
Non importa che non ha cominciato lei a litigare, che è stata insultata, spintonata, anche schiaffeggiata…..non importa, lei è rumena e non ha il diritto di rispondere alle provocazioni.
Non importa che non aveva in mano un coltello, una pistola, a limite un cacciavite…aveva solo un ombrello in una giornata di pioggia, un ombrello allungato a caso forse per stizza, forse per difendersi, ma che per un maledetto caso è finito nell’unico punto (pochi centimetri) in cui poteva fare male….sono state sfortunate Doina e Vanessa o forse non è sfortuna, è colpa dell’aggressività che si portavano dentro per essere due sventurate capitate in un mondo troppo duro per loro.
Ma la gente che stava con loro dentro la metro? Le decine e decine di persone che hanno assistito alla lite, che si stavano godendo la scena di due disperate una contro l’altra? La lite non è durata un secondo….sarebbe bastato che una, una sola persona si fosse mesa in mezzo, che avesse detto “Basta ragazze, fatela finita” e forse, anzi probabilmente, Doina e Vanessa non sarebbero arrivate a questo punto….avrebbero continuato a vivere la loro anonima e dura vita da sventurate.
Ma una parola, una semplice parola non è arrivata dalle decine e decine di mamme, papà, fratelli, sorelle che stavano con loro dentro quella metro il 26 aprile.
Per due come loro non vale la pena di sprecare parole, che se la sbrighino da sole, che si scornino fra di loro……Vanessa è morta, Doina è diventata un mostro.
Ora fa comodo dire e pensare che Doina è realmente un mostro, così ci possiamo scaricare la coscienza…..scaricare la coscienza per tutte le volte che Doina era costretta a salire in una macchina per scopare, per tutte le volte che Vanessa si infilava un ago nel braccio o si chiudeva nella sua stanza a pippare, per tutte le volte che abbiamo chiuso gli occhi di fronte a due così, per le parole non dette quel maledetto 26 aprile, per quelle parole che avrebbero salvato DUE vite!!!

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5 commenti leave one →
  1. Aura permalink
    16 gennaio 2009 08:53

    Purtroppo, le persone meno sfortunate devono pagare per tutti i loro colleghi, cosi si fa la giustizia in Romania e sembra che anche in Italia.

  2. MAURIZIO permalink
    16 gennaio 2009 09:34

    Bhe ..si ci sono cose che leggendole fanno anche riflettere..

    Purtroppo anche lei è stata “dipinta” come la fredda e cinica romena che uccide senza pietà…una spece di “terminator from Romania”
    Ha sbagliato? Penso di si..però in effetti 16 anni son tanti..considerato come è successo..

    Fatemi dire però che è’ una delle tante che han buttato nel cesso la loro vita venendo qui in Italia a prostituirsi…se una rimane sola e con 2 figli, non c’è scritto da nessuna parte che è d’obbligo far questo mestiere…

    I soldi però fan gola..e alcune, spiace dirlo…lo fanno di propria spontaneità romene o italiane che siano..

    Io ho conosciuto una donna giovane ridotta sul lastrico con 2 figli..la disgrazia di aver sposato uno che aveva il vizio del gioco e ha mandato a ramengo tutto..problemi di salute aggiunti..ma è andata a far lavori umili..si è spaccata la schiena..si vergognava di chiedere soldi in prestito in giro…

    La vita spesso è ingiusta..si ok ma spesso siamo noi esseri umani a cacciarci ulteriormente in guai grossi dove poi basta niente per venir inghiottiti.

  3. 16 gennaio 2009 10:35

    Io mi sto chiedendo perché fare la prostituta dovrebbe mettere in una luce negativa una persona? Non lo chiedo perché tengo la parte delle prostitute, ma perché ho paura del “coordinamento etico” che ci viene imposto. Questo va bene in nome della fede, questo va male in nome della democrazia ed l’altro ancora è necessario per amor del benessere. Alla fine le prostitute non fanno male a nessuno.

  4. 18 gennaio 2009 18:52

    Io trovo tanta pietà anche nei confronti di Mailat …prove non ci sono ,ma il povero cristo ,rumeno di etnia zingara deve scontare 29 anni …I giorni scorsi guardavo in televisione il casso del algerino che ha uciso 14 anziane done e altri eravano imprigionati per niente…ma dove siamo? E’ questa l’Europa che vogliamo mettere insieme?

  5. MAURIZIO permalink
    19 gennaio 2009 14:31

    Da quel poco che ho capito quel caso che dici tu caro Costel è praticamente un casino nel casino..aggiungo particolarmente un caso di malagiustizia tutta ital-meridios…

    Un groviglio di accuse e controaccuse, intanto uno di questi pare innocente si è pure suicidato in carcere..
    Magistrati incapaci figli del cosidetto “calcio in culo all’italiana” magari fratello..amico… compagno di merenda di qualche pezzo grosso del tribunale di Taranto …li di mezzo c’è un pubblico ministero che ha già piantato casini accusando ingiustamente un cittadino italiano che era finito in carcere e poi risarcito di un bel po’ di milionate di euro..

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