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Lo stupro di Guidonia a sipario quasi calato

2 febbraio 2009

La settimana scorsa non sono riuscito a raccontare come avrei voluto lo “stupro di Guidonia” e la campagna “Er romeno è un mostro, ammazz’amolo!” Non sono riuscito in italiano. Per quanto riguarda “Adevărul” penso che nessuno si può lamentare; evento coperto a 360 gradi, certo con l’impagabile aiuto della redazione di Roma.

Ma analizzare a sipario quasi calato la successione degli eventi, non fa che svelare aspetti interessanti. Il primo che mi viene in mente è l’assoluta incapacità di difendersi della comunità romena. Essendo un’immigrazione ritenuta anche dai suoi stessi attori di poca durata, non ha creato organismi con tradizione, quindi di peso politico e/o sociale. Le poche associazioni romene che si sono mosse hanno impugnato a suon di comunicati il loro desiderio di vendetta, nei confronti dei quattro squinternati ubriachi. Ignorando un diritto per quale dovrebbero lottare: la presunta innocenza.

Alcuni comunicati erano conditi con le scuse da parte dei tutti i romeni (non ricordo di aver sbagliato di un pelo, né da quando sono in Italia, né prima!) per l’accaduto. Capisco la solidarietà e ci sto con tutto il cuore, ma le scuse? Meglio non parlare degli eventi organizzati dalla „frazione Bădescu” e la “frazione Assoforum”, sarebbe uno spreco di energia come il loro di stare divisi anche sotto la disgrazia. A qualcuno che già prepara la cannonata rispondo con un pensiero un po’ estrapolato di Cioran: “Cosi tanto amo la mia gente che mi permetto di parlare male”.

il_giornaleIl secondo aspetto che sottopongo all’attenzione è la parte penale di tutta questa storia. Peppino Calderola (PD) si è sentito libero di “gratulare” un’intera nazione con degli aggettivi come “criminali”, “razza bestiale” e cosi via. Anche sugli interventi della stampa ci sono degli articoli che sfidano apertamente il Codice Penale. Adesso mi viene in mente questo articolo del quotidiano “Il Giornale”. Nell’articolo l’eccezione è presa come abitudine e si va alla ricerca dell’odience. La verità è che personalmente studio eventuali vie legali da intraprendere, aspetto altri offesi.

Un altro aspetto da considerare è l’infime comparsa dei romeni sui media italiani. Ma questo è già un altro disegno, da approfondire con calma più in là.

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11 commenti leave one →
  1. 3 febbraio 2009 17:19

    Come al solito Lei è molto disinformato ma ormai questo non fà piu notizia.
    Si è autoproclamato il Censore ma un censore dovrebbe essere informato…
    Adevarul a mio parere ha completamente bucato alcune notizie e si accorge soltanto di quello di cui vuole accorgersi per il resto ignora le notizie che non piacciono a qualcuno lì a Milano.
    Per fortuna ci sono altre fonti di informazioni romene in Italia altrimenti era un disastro.
    Poi da quando in quà uno si giudica da solo boh…
    lasci giudicare agli altri se Adevarul ha fatto un bel lavoro o no,per me assolutamente no.

  2. Preda Barbu permalink
    4 febbraio 2009 11:39

    Cornel, condivido fine alla ultima virgola tutto ciò che hai scritto. Ci sono ancora altri aspetti di questo pogrom mediatico. Il fenomeno prende dimensioni che ricordano le campagne e persecuzioni antisemite dei nazisti. Il impensabile accade sotto i nostri occhi e nessuno prende nota. Appoggio e sono pronto a firmare ogni tipo di azione penale, civile, ecc. contra ogni istituzione o persona implicata in questa campagna di persecuzione: giornali, governo italiano, Bescurloni, partiti politici, il Stato Italiano, ecc. Serve una mobilizzazione delle medie romene e di quello che è ancora rimasto integro in questa nazione di pecore stupide che siamo noialtri, i romeni. È diventato intollerabile.

  3. 4 febbraio 2009 11:42

    @Sig. Germani

    Di nuovo vuole polemizzare sul mio blog. Adevărul „buccherà” tutte le notizie che riguardano il suo movimento politico, fino a quando l’ufficio stampa non si degnerà di mandarci i relativi comunicati. Sono sicuro che il suo progetto politico un giorno avrà una rilevanza misurabile in percentuali di due cifre, ma tengo a dirle che i partiti già arrivati a quel traguardo ci mandano volentieri i comunicati. E non si lamentano se non sono pubblicati integralmente. Forse è per questo che sono arrivati a quel punto… chi lo sa?

    Per quanto riguarda la sua opinione sul quotidiano “Adevărul” sarei veramente sorpreso se fosse positiva. Le abbiamo fato vedere degli errori e Lei ha capito che deve protestare con noi invece di correre al riparo. Direi che il suo atteggiamento è nella norma e del tutto prevedibile.

    Sig. Germani, non sarebbe il caso di concentrarsi sulla sua nobile attività e lasciare questo blog al suo scopo?
    Parliamoci non è l’ufficioso del suo partito, né uno strumento per commentare l’operato dell’ Adevărul, come non è uno strumento per attaccare me. Per questo ha il forum del suo partito dove ho notato che c’è tutta una fiction attorno a me. Grazie, per me è un’onore!

    http://www.identitatearomaneasca.it/smf/index.php?topic=783.0

    C’era pure qualcos’altro ma non lo ricordo.

  4. 4 febbraio 2009 16:10

    Non avevo capito che era un blog privato,chiedo scusa,tra l’altro ero intervenuto a titolo strettamente personale per esprimere un mio pensiero,stia tranquillo che non turberò più questo luogo di
    confronto unilaterale,buon lavoro comunque a Lei ed ad Adevarul.

  5. 4 febbraio 2009 16:21

    Stimate domnule Germani,

    Dincolo de polemica a cărei calitate este îndoielnică, vă sugerez să vă temperați judecătile de valoare privitoare la prestatiile cotidianului Adevărul. Opiniile personale, atunci când devin publice și nu sunt susținute cu dovezi obiective, riscă să se transforme extrem de ușor în calomnie.

  6. 4 febbraio 2009 17:00

    Lo stesso metro vale per tutti sig.Gaita,io non ho dato a nessuno degli “incurca borcanele” come il Suo collega ha fatto con me,ho espresso solo un mio parere personale come lettore, non si può pretendere di piacere a tutti…come avvocato Le assicuro che non mi preoccupo,in Italia c’è la libertà di espressione…

  7. Preda permalink
    5 febbraio 2009 14:38

    Dall Corriere di oggi

    BRESCIA — A finire sulle pagine dei giornali, Roberto Manenti era abituato: in qualità di sindaco leghista era stato protagonista di battaglie infuocate e non prive di inventiva contro clandestinità e prostituzione. Ma è stata proprio una sua foto comparsa su un quotidiano locale a costargli una condanna a sei anni per stupro. Il gup di Verona ha condannato ieri l’ormai ex primo cittadino di Rovato, grosso centro del Bresciano, per una serie di brutali violenze di gruppo ai danni di una giovane lucciola romena, strappata ai suoi aguzzini durante una operazione contro il racket del sesso sul lago di Garda quasi dieci anni fa.

  8. MAURIZIO permalink
    5 febbraio 2009 15:19

    Da notare che quando era nella Lega,il suo slogan era “padroni a casa nostra” .Considerato il suo comportamento viene da aggiungerci: “ma molto coglioni in giro”

  9. MAURIZIO permalink
    5 febbraio 2009 15:36

    ..Un assaggio di massime espresse dal fior fiore di questo bellissimo partito:

    “Per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto il male che porta non bisogna essere buonisti ma cattivi” – Roberto Maroni (Lega Nord), Ministro dell’Interno, febbraio 2008

    “Le case si danno prima ai lombardi e non al primo ‘bingo bongo’ che arriva” – Umberto Bossi (Lega Nord), Ministro per le Riforme, dicembre 2003

    “O con le buone o con le cattive i clandestini vanno cacciati. Entra solo chi ha un contratto di lavoro. Gli altri fuori. C’è un momento in cui occorre usare la forza. Marina e Finanza si dovranno schierare a difesa delle coste e usare il cannone. Ecco il regolamento giusto per attuare la legge. Nessuna scappatoia e nessun rinvio” – Umberto Bossi (Lega Nord), Ministro per le Riforme, giugno 2003

    “Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi ha vinto contro una squadra che ha perso immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti.” – Roberto Calderoli (Lega Nord), Vice-presidente del Senato, luglio 2006 (all’indomani della vittoria nella finale mondiale contro la Francia)

    “Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite…” – Giancarlo Gentilini (Lega Nord), vice-sindaco di Treviso.

    “Era domenica e ho visto decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami. Non tollero che Treviso sia terra d’ occupazione. Un sedere umano su quei muretti non siederà più” – Giancarlo Gentilini (Lega Nord), vice-sindaco di Treviso.

    “Che vadano a pisciare nelle loro moschee” – Giancarlo Gentilini (Lega Nord), vice-sindaco di Treviso

    “Chi cerca di entrare nel Paese illegalmente deve essere respinto al mittente con le buone e con le cattive e chi risiede illegalmente sul suolo italiano deve essere espulso e subito…questo è solo buon senso, non razzismo. Ciascun popolo ha diritto alla legittima difesa, soprattutto quando preventiva, di fronte a minacce così precise come quelle di questi giorni” – Roberto Calderoli (Lega Nord), Ministro per le Riforme, agosto 2004

  10. MAURIZIO permalink
    5 febbraio 2009 15:54

    ..Perdonate se proseguo in questa radiosa valle padana che sforna un continuo susseguirsi di perle di saggezza: Qui Gentilini vice sindaco di Treviso indagato per istigazione al razzismo (come molti di loro) raggiunge un picco di delirio totale: Via i cani stranieri, solo razza padana.

    http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=436&ID_sezione=339&sezione=News

  11. Preda permalink
    5 febbraio 2009 16:05

    Dall’altro lato, trovo coerente che proprio questa gente stupri un’immigrante. Non è un scherzo cinico di cattivo gusto. Chi professa un discorso violento ed annichilante nei confronti degli altri, un giorno o l’altro lo metterà in pratica (oppure già lo fa). Hitler ha vituperato contro ebrei e slavi per sette anni prima di metter in pratica i suoi discorsi. Discorsi non sono mai senza conseguenze.

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