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Roma si riprenda le sue canaglie

6 febbraio 2009

di Preda Barbu

Avvertimento

Qui sotto abbiamo una parodia dell’articolo di Paolo Granzotto pubblicato nel Giornale. Personalmente mi trovo a distanza di anni luce dello sporco di questo articolo. Ho voluto soltanto darvi un’idea di come deve sentirsi un romeno chi legge quell’articolo.

Che Italia si riprenda le sue canaglie: fannulloni truffatori travestiti in uomini d’affari, falliti arroganti e viziosi che si prendono per “esperti”, pedofili e soprattutto mafiosi. Fuori dalla Romania, canaglie! Fuori, fuori, senza la minima esitazione. Accompagnati alla frontiera e lì consegnati alle autorità italiane. Ci pensino poi loro a farne ciò che ritengono opportuno. I romeni sono tolleranti e l’ospitalità romena è riconosciuta dappertutto il mondo. Ma che il contribuente romeno, categoria alla quale mi onoro di appartenere, debba sborsare miliardi di euro a l’anno per farla scontare ai danni economici e sociali provocati dalla feccia italiana è una cosa che non mi va giù. Oltre tutto, se una volta riconosciuta colpevole di reato rispedissimo al mittente la feccia italiana – e spero che non mi si dia del razzista se chiamo col loro nome individui che hanno implementato in Romania la criminalità organizzata di tipo italiano, distruggono la nostra economia, truffano, ammazzano, stuprano i nostri bambini. C’è da aggiungere un’altra cosa. Per il italiano che si macchia di un delitto – di qualunque entità esso sia – una pena grave, dolorosa da sopportare, è proprio quella di lasciare quel Bengodi per la criminalità organizzata italiana che è Romania. Dove un po’ per tolleranza, un po’ per indifferenza, un po’ per la carità cristiana ortodossa, un (bel) po’ per la nostra proverbiale accoglienza ed ospitalità noi abbiamo lasciato nascere, espandere ed ingrassare tutta questa feccia italiana, rendendole particolarmente accomodante la vita ai malviventi. Resta il fatto che in Italia il delinquere economico e mafioso e meno lucrativo che in Romania. Se così non fosse, non verrebbero a frotte da noi per esercitare la loro, diciamo così, professione.
Ci sarebbe, su questo argomento, da sentire il parere delle vittime o, in caso di omicidio, dei loro parenti. Che si aspettano, che pretendono che giustizia sia fatta. Ma che per i motivi della pigrizia e corruzione della nostra polizia i sopraddetti di rado vedono esaudita la loro legittima, umanissima richiesta. Mi chiedo allora se desti più furore sapere che il colpevole in qualche modo l’ha fatta franca, o sapere che è fuori dai piedi, in qualche galera o in qualche gomorra italiana, non proprio luoghi ameni, sia l’una che l’altro. Non so, ma io non avrei dubbi. Oltre tutto Italia è in Europa, aderente a pieno titolo all’Unione e non mi pare sia consono allo spirito, agli ideali e ai principi “eurolandici  impestare di canagliume gli Stati membri. Non dico mica che noi siamo, da quel punto di vista, dei santi. Ma ciascuno si tenga le canaglie sue e pertanto, quelle italiane, fuori.
Fuori, senza la minima esitazione.

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26 commenti leave one →
  1. francy permalink
    6 febbraio 2009 14:15

    Ciao,
    Sono italiana, la parodia su di me ha avuto l’effetto giusto credo…
    Per due minuti quello che sentivo solo per riflesso immaginando il cuore dei miei amici romeni e della mia famiglia romena…si è reso reale su di me…italiana (ma che si sente straniera in casa sua!!!).
    Sono una, sola, piccola e stupida davanti al muro di ignoranza e di politichese scarso e imbecille che spara il governo e la mandria di suoi elettori italiani..però vorrei chiedere SCUSA!!
    Scusa per quella scritta REPUBBLICA ITALIANA sul passaporto che mi ritrovo.
    Forse io come italiana non ho fatto abbastanza per rendere il mio paese migliore e CHIEDO SCUSA alla mia amata e futura casa Romania, a VOI ROMENI conosciuti e non!!
    Mi viene solo di dire questo e di buttare giù qualche lacrima.
    Mi auguro solo di ritrovarvi un domani tutti “acasa” (io la sento davvero così) in Romania e spero che questo terribile amaro in bocca sia un pò passato.
    Sono sincera, infantile forse, ma poco importa credo….questo dice la mia coscienza.
    Non basterà mai, ma io amo e ringrazio la Romania ogni sacrosanto giorno.

  2. Preda permalink
    6 febbraio 2009 16:48

    Cara Francy,
    tu di nulla non devi scusarti, che si scusino gente come quel “giornalista” Granzotto, il “onorevole” Stiffoni e tutti gli altri eiusdem farinae. Responsabilità collettiva non esiste: il fatto che sei contemporanea e concittadina con gente disonesta e cattiva non può toccarti. Così come la stragrande maggioranza dei romeni non a niente a che fare né con i delinquenti né con la corrottissima classe politica romena, la stragrande maggioranza degli italiani, gente civile e perbene, non ha niente a che fare con la mafia, la corruzione politica, la stampa canaglia. Ci pensi, sarebbe una doppia vittoria per i cattivi, se i buoni si vergognerebbero al loro posto. Peccato che la parodia di quel’infame articolo sconvolge gente buona e sensibile come te, lasciando impassibile le canaglie. Ti assicuro che i romeni hanno abbastanza discernimento per capire chi è chi e da dove viene il male. Prova è, che gli italiani vengono sempre bene accolti in Romania. A te i migliori auguri per la tua nuova vita in Romania.

  3. gunnar permalink
    6 febbraio 2009 20:50

    Scherzi a parte, la proposta di Frattini di mandare in Romania i delinquenti già condannati in Italia a espiare la pena mi sembra molto ma molto equa, giusta e diciamolo… europeista.

    Se non sai comportarti da europeo vieni mandato a casa.

    Purtroppo la classe politica romena pare stia dalla parte dei delinquenti. Dopo essersi scusato al telefono per gli stupratori romeni, il ministro degli esteri romeno ha cambiato discorso senza minimamente accogliere la proposta.

    In più uno come Nastase( un nome una garanzia), scrive lettere aperte dal suo blog per replicare alle accuse di Stiffoni rinfacciando che anche gli italiani in Romania infrangono le leggi.

    Io lo trovo scandaloso come persona onesta. I politici invece di dare massima collaborazione si mettono a replicare ad accuse giornalistiche, plateali, accusando a loro volta.

    Io come romeno onesto se non vedo nessuna risposta sostanziale dai politici romeni – come accettare la proposta di Frattini e mandare più polizia – francamente mi trovo d’accordissimo con Maroni e voglio che si faccia piazza pulita di questi delinquenti.

    Già gli italiani fanno fatica a non dare la colpa a tutta la comunità romena per i delittti dei romeni, se ci si mettono i politici romeni a spalleggiare chi infrange la legge in italia, veramente io sono sconcertato.

    Io sono certo che molte persone oneste la pensano come me e tutta la comunità romena avrebbe solo da guadagnare in immagine e fiducia se i condannati romeni in italia venissero spediti in romania per il resto della pena. Ecco, i politici che ci rappresentano (Badea e Branza) potrebbero analizzare questa proposta e discuterla in parlamento invece che fare feste elettorali e presentare scuse agli italiani dopo gli stupri.

  4. Preda permalink
    7 febbraio 2009 18:08

    Fabio Laurenzi presidente della Cospe rende pubblica
    il 6 febbraio 2009 una lettera aperta al direttore de Il Giornale:

    “INCITAZIONE ALL’ODIO
    Un articolo pesantemente razzista contro i rumeni. Un altro. Non ci mancava. A un giorno dall’uscita del DDL sul cosidetto “pacchetto sicurezza” Il Giornale si distingue per un’uscita che non fa altro che alimentare un clima xenofobo che sta diventando insostenibile. Perchè? Lo abbiamo chiesto al direttore del quotidiano Mario Giordano. Quella che segue è una lettera che gli abbiamo scritto oggi. Seguiranno segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti e alla Federazione della Stampa. ” : http://www.cospe.it/italiano/dettaglioNews.php?id=578&i=wy

  5. Preda Barbu permalink
    8 febbraio 2009 13:56

    Al romeno onesto

    “Scherzi a parte…”

    La replica data a quel pezzo di odia e infamia, seppure formulato come parodia, è tutt’altro che un’ scherzo.

    “la proposta di Frattini di mandare in Romania i delinquenti già condannati in Italia a espiare la pena mi sembra molto ma molto equa, giusta e diciamolo… europeista.”

    L’internalizzazione dell’esecuzione penale è impossibile. Ci sono principi basilari del diritto costituzionale, internazionale pubblico e privato e diritto penale che impediscono tali pratiche. Se due o più governi firmerebbero accordi prevedendo il rimpatrio forzato di condannati, sarà sia illegale che inattuabile.
    Questo è perfettamente conosciuto, non soltanto dagli esperti dei ministeri, ma anche da molta gente istruita, tra di loro anche giornalisti. Se è vero che il ministro degli esteri italiano è stato capace di affermare tal’enormità, si potrebbero verificare tre ipotesi: Sig. Frattini è un mostro d’incapacità, è un idiota, oppure è un cinico bugiardo e manipolatore.

    “Purtroppo la classe politica romena pare stia dalla parte dei delinquenti.”

    La classe politica romena stessa è un branco di delinquenti, tuttavia con i delinquenti di strada romeni d’Italia non ha niente a che fare.

    “Dopo essersi scusato al telefono per gli stupratori romeni, il ministro degli esteri romeno ha cambiato discorso senza minimamente accogliere la proposta.”

    Nessun ministro e nessun governo non devono scusarsi per reati commessi dai loro concittadini, in patria o al’estero, perché responsabilità collettiva non esiste. Nessun stato non può essere reso responsabile né legale né morale dei reati commessi dai suoi cittadini. Altrimenti i rappresentanti dello Stato Italiano avrebbero dovuto restare almeno sei ore per giorno in ginocchio chiedere scusa al mondo intero per i crimini commessi dai mafiosi ed altri italiani…

    “In più uno come Nastase( un nome una garanzia), scrive lettere aperte dal suo blog per replicare alle accuse di Stiffoni rinfacciando che anche gli italiani in Romania infrangono le leggi. Io lo trovo scandaloso come persona onesta.”

    Il corrottissimo Nastase è davvero rivoltante e scandaloso intanto che personaggio politico. Il fatto che proprio uno come lui da replica a quella canaglia di Stiffoni per le sue affermazioni a carattere penale contro il popolo romeno, mostra solo come due politici penali trovano argomenti comuni.

    “I politici invece di dare massima collaborazione si mettono a replicare ad accuse giornalistiche, plateali, accusando a loro volta.”

    Non sono al corrente sulla vicenda, ma se c’è stata una replica officiale romena, allora loro sono tutto da complimentare: fare fronte alla politica e ai media italiane, che continuano a martellare fomentando la paura e l’odio nei confronti dei romeni, non è solo un dovere politico ma anche uno morale.

    Per il resto del post del “romeno onesto”, confesso che per me rappresenta la più triste e scoraggiante testimonianza di quello che martelamento mediatico e pressione sociale può indurre sulle anime: adesso sono i romeni stessi che internalizzano la propaganda fomentata contro di loro.

    Non vivo in Italia, ma suppongo che non sono pochi di questi romeni che a furia di voler mimetizzarsi, aderiscono in fretta alla propaganda anti-romena. Credo che loro siano le più tristi vittime di questa trista vicenda fatta di strumentalizzazione e manipolazione a fini politici. A loro direi che responsabilità tribale non esiste, che il milione di romeni d’Italia non è per niente, ma assolutamente per niente responsabile del fatto che ci siano anche cinque o dieci mila romeni che delinquono. In questa vicenda loro sono a due volte vittime: dei delinquenti romeni, che perpetrano a 60% dei crimini sui connazionali e dell’infame propaganda che li demonizza tutti.

  6. daditza permalink
    8 febbraio 2009 16:15

    Essendo cresciuta in Germania negli anni 70, circondata da immigrati italiani uno più delinquente dell’altro – a scuola ci chiedevano il pizzo per andare al gabinetto se volevamo evitare di essere derubati dei soldi per il pranzo , e corrompevano gli insegnanti con inviti nella pizzeria dei genitori.. e quelli più grandi molestavano le compagne di classe tedesche toccandole e urtandole dove possibile, e quando queste si lamentavano, la loro risposta era sempre”intanto voi siete tutte puttane, non come le nostre sorelle che si mantengono pure fino al matrimonio!”
    E questo erano solo le “piccole marracchelle” da ragazzi. I loro genitori ne combinavano ben di peggio, ovviamente non tutti, molti anche loro erano onesti lavoratori, ma in genere se l’Italiano da tanti anni all’estero ha la fama di mafioso, bugiardo e donnaiolo disonesto e fedifrago (il nome popolare per gli italiani nel sud della Germania è “Katzlmacher”, liberamente “produttore di piccoli bastardi”), una ragione ci sarà.
    E gente cosi ora se la prende coi romeni?
    Oltrettutto, io che lavoro in Romania anche su progetti Europei, ben presto mi sono accorta delle giganti frodi direttamente importate dal meridione italiano che si stanno perpetuando in Romania a danno della Communità Europea, e della Romania stessa.
    Piccolo esempio.. progetto di formazione per l’accesso ai fondi europei. Budget 100.000 Euro (uno di quelli piccoli). Dalla CE, 75.000, da un ente locale romeno, 25.000. Suddivisione dei soldi: 2 Consulenti italiani pagati per un anno: 80.000 Euro. Tutor romena, moglie di una degli italiani, residente in Italia 12.000 Euro. Affitto di un albergo per 4 giorni di selezione dei partecipanti al corso: 8.000 Euro.
    Risultato? Un paio di weekend in albergo a 5 stelle per i consulenti a Bucharest (unica loro presenza sul suolo romeno, per il resto rimangono in Italia, incluso la “tutor”), alcune interviste con possibili participanti al corso (molti di loro, guarda caso, amici dei consulenti, residenti in Italia, ai quali viene pure pagato il volo dall’Italia per l’intervista con i fondi), Rapporto finale che determina che il corso non ha potuto aver luogo perchè non si sono presentati candidati idonei.
    Basta.
    E credetemi, questa è una bricciola. Non avete neanche idea di quanti soldi si mangi questa gente tutti i giorni senza dare indietro NIENTE. Esattamente come fanno da decenni in Sicilia, Calabria, Molise, Basilicata, Sardegna..
    Questi si che sono criminali. Approfittano di fondi presi dai contribuenti europei e romeni con lo scopo di migliorare la situazione strutturale e sociale dei paesi membri per ingrassare i propri portafogli.
    Non si tratta di qualche migliaio di Euro qui e la, si tratta di milioni e milioni, ogni mese. Soldi che dovevano servire a costruire autostrade, scuole, treni, e a formare persone. Di promuovere un turismo intelligente e istruire le minoranze. Invece, questi “signori” (e chiunque lavora in questo campo in Romania sa che al 95% si tratta di italiani, molti di loro già con un lavoro come “consulenti” del governo italiano o di qualche regione del sud) allegramente promuovono la marginalizzazione del paese esattamente come quella delle loro regioni di provenienza.
    E il tutto con un orribile comportamento da colonialisti omnipotenti, che ogni volta quando devo assistervi quando mi trovo in Romania, mi fa rivoltare il stomaco, e ringraziare il cielo che non sono italiana.
    Questa è la feccia criminale che va espulsa, davvero. Ma temo che sia troppo tardi, hanno già fatto radici, e inciso tracce troppo profonde per essere rimosse. Il danno è fatto, e probabilmente è irreversibile, i soldi se ne sono andati nelle loro tasche e alla Romania rimane solo la beffa. E gli insulti degli italiani.

  7. Preda Barbu permalink
    10 febbraio 2009 07:54

    Una testimonianza di alta rilevanza, paragonabile all’articolo “L’Italia sta dissanguando la Romania” di George Scarlat: http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=912&Itemid=1

  8. daditza permalink
    10 febbraio 2009 11:51

    Interessantissimo questo articolo, non l’avevo ancora letto. Altre risposte al “cui prodest”.
    Più di un anno è passato, e le cose sono, se mai, solo peggiorate. Da mettersi ne mani nei capelli.

  9. gunnar permalink
    10 febbraio 2009 18:40

    Sapere che anche gli italiani delinquono non migliora la situazione.

    Dobbiamo renderci conto cosa possiamo fare come comunità di romeni onesti. Addittare gli altri non toglie che ci sono troppi casi di delinquenza. E la delinquenza esiste indipendentemente se apre il telegiornale o meno. Basta parlare con gli addetti ai lavori del sistema giudiziario italiano. Perche da bravi giornalisti romeni non itervistate qualche giudice per vedere cosa gli passa per le mani nelle aule della giustizia?

    Noi che siamo in italia dobbiamo isolare i delinquenti e collaborare con le forze dell’ordine. E lo stato romeno deve collaborare con l’Italia nelle questioni di sicurezza.

    Non esiste un diritto al carcere italiano, esiste il diritto a un giusto processo. Ed esiste il dovere da parte dello stato romeno a dare una risposta in merito alla questione. Essere europei non vuol dire avere solo diritti. Forse questo non è ben chiaro agli ultimi arrivati.

    In Germania i turchi condannati vengono spediti via per scontare la pena nel loro paese. Quindi l’internazionalizzazione della pena si può fare eccome. Daditza, tu che sei da quelle parti, come funziona il sistema penale tedesco per gli stranieri? Hanno il DIRITTO a fare carcere a vita in Germania?

    Perche internazionalizzare solo i diritti e non anche i doveri?

  10. daditza permalink
    10 febbraio 2009 20:17

    La legislazione sugli stranieri in Germania stabilisce che quando uno straniero commette reati molto gravi oppure ripetutamente reati punibili con carcere da 5-8 anni deve essere espulso nel suo paese. Traffico di droga costituisce sempre una ragione di espulsione.
    In genere esiste sempre la possibilità di espellere uno straniero che ha “compromesso la sicurezza, l’ordine o altri interessi fondamentali dello stato tedesco e dei suoi cittadini” (tra questi vengono specificamente elencati i reati di sfruttamento della prostituzione e di pericolo per la salute pubblica e prolungato stato di senzatetto).
    Eccezioni a questo vengono fatto per persone con diritto di asilo, e paesi dove vige la pena di morte per i delitti per i quali il criminale è stato giudicato colpevole. Solo ed unicamente quelli potrebbero farsi il carcere a vita in Germania, gli altri no. A casa.

  11. Preda Barbu permalink
    11 febbraio 2009 10:07

    I detenuti stranieri condannati da un tribunale tedesco in Germania scontano la pena in Germania. I detenuti condannati da un tribunale straniero sul territorio straniero scontano la pena sul territorio della giurisdizione di cui loro sono stati condannati. Questa è la regola internazionale, vallabile per tutti i paesi. Eccezione fa il caso del detenuto straniero che chiede l’esecuzione della pena nella su patria, come lo spiega questo documento officiale tedesco del 2005 (http://www.landtag-bw.de/WP13/Drucksachen/4000/13_4499_d.pdf):

    “Il trasferimento dei detenuti stranieri direttamente dalla carcerazione tedesca per l’esecuzione della pena nella loro patria si compie in base a l’accordo sul rimpatrio delle persone dello 21.03.1983. Secondo la regolazione di questo accordo, un tale rimpatrio è possibile per il momento solo con l’accordo del detenuto straniero.”

    Detagli, anche qui:
    http://archiv.jura.uni-saarland.de/Entscheidungen/pressem97/BVerfG/auslaend.html

    Stessa situazione che in Italia. Ci sono considerazioni di principio del diritto costituzionale e internazionale che impediscono per il momento tutt’altra soluzione. Non è una questione di voglia politica, come si pedala nelle media.

    Quanto a me, i criminali romeni d’Italia se li buttano tutti a cavare sale a Râmnic, ma serve sempre differenziare tra affetti è realtà.

  12. daditza permalink
    11 febbraio 2009 12:33

    Non so se la Baviera ha accordi “speciali”, ma so di diversi casi negli ultimi anni dove invece i criminali sono stati espulsi nel loro paese di provenienza, con il loro accordo, che è forse comprensibile in Germania perchè le pene e la carcerazione in genere sono abbastanza severe, certamente molto più che in Italia.

    Mi ha fatto MOLTO ridere questo paragrafo…
    Davon stellten zahlenmäßig die Türken mit 601 die größte Gruppe, gefolgt
    von den serbisch-montenegrinischen Staatsangehörigen (230), den Italienern
    (217)
    , den Polen (128), den Algeriern (114), den Litauern (106) und den Rumänen
    (97). Ebenfalls größere Gefangenengruppen kamen aus Kroatien (87),
    Nigeria (77), Irak (65), Albanien (52), Griechenland (51), Bosnien-Herzegowina
    (50) und Kamerun (49).

    Più del doppio, gli italiani. Qualcuno dovrebbe far avere queste statistiche ai giornali italiani, forse….

  13. Preda Barbu permalink
    11 febbraio 2009 16:55

    Cara Daditza,
    A furia di rovistare nei siti tedeschi si trovano dati interessanti. Dal http://www.bka.de/pks/pks2007/download/pks2007_imk_kurzbericht.pdf risulta che gli italiani in Germania hanno “prodotto” 25.000 denunciati per una popolazione di 527.000, cioè un bel 5%. I romeni in Italia collezionano 32.000 denuncie per oltre 1 milione di persone, cioè meno di 3%. Il fatto che gli italiani in Germania delinquono più dei romeni in Italia non è per nulla una scusa per la delinquenza romena, ma mostra soltanto di come la realtà la creano le media. Inoltre, con una percentuale di 7% delitti (!!!), i romeni in Germania sono più cattivoni sia degli italiani che dei loro connazionali d’Italia. Comunque, i tedeschi non fanno il bordello mediatico, li beccano, li buttano laddove si meritano, senza commenti.

  14. daditza permalink
    11 febbraio 2009 20:11

    Beh, la “Boulevard Presse” di tanto in tanto si lancia a ricordare la “crescente criminalità straniera..in primis, la “sorella” tedesca di “Il Giornale”, la BILD..http://www.bild.de/BILD/news/vermischtes/2007/12/27/u-bahn-schlaeger/hg-auslaender-kriminalitaet/auslaender-kriminalitaet.html
    Sono comunque articoli sobri e secchi, neanche un’ombra della pittoresca caccia allo straniero della stampa italiana…

  15. gunnar permalink
    17 febbraio 2009 11:48

    Ho trovato questa intervista al min. Maroni :
    http://blog.panorama.it/italia/2009/02/15/maroni-sono-cattivo-con-i-clandestini-ma-a-fin-di-bene/

    Ministro Maroni, la Romania accusa il governo italiano di fomentare la xenofobia. Ma non dovevano riprendersi i condannati romeni?
    Il Consiglio d’Europa stabilì che i membri dovessero riprendersi i propri cittadini in carcere negli altri stati con il consenso del detenuto, che però non è necessario in caso di accordo bilaterale. Quello tra Italia e Romania risale al 2003, ma non lo hanno mai applicato, nonostante il nostro appoggio per il loro ingresso nell’Unione Europea.
    C’è un mezzo per costringerli?
    Non voglio farlo perché rischiamo di ritrovarci quei detenuti in Italia.
    Come sarebbe possibile?
    La procedura prevede un nuovo processo in Romania che stabilisca se abbiamo rispettato le regole. Dunque preferisco tenerli in carcere qui anziché restituirli a forza. Respingo le accuse del governo romeno, condivido la preoccupazione, ma potrebbero fare molto dando attuazione all’accordo.

    Il minstro dice che ci sono più strade, una in cui il detenuto è d’accordo a essere trasferito. E questa l’avete trovata anche in Germania.

    Poi dice che c’è un accordo bilaterale del 2003 tra Romania e Italia che la Romania non attua. Con questo accordo si potrebbero rimpatriare i romeni senza il loro consenso.

    E poi c’è una terza strada, rimpatriarli e basta. Ma in questo caso c’è un nuovo processo in Romania.

    La mia domanda è: quale è questo accordo del 2003? Ha un numero, un nome? Chi lo ha firmato? Di cosa parla? Lo si può ritrovare e leggere? I politici romeni sanno che esiste?

  16. Preda Barbu permalink
    17 febbraio 2009 13:17

    @gunnar

    Adesso non ho il tempo, ma spero di poter trovare il trattato nel sito del Monitorul Oficial.

    Credo inoltre che non bisogna avere il trattato sotto gli occhi per farne un’idea. Basta analizzare con attenzione quello che Moroni dice nell’intervista

    Oltre i toni polemici e le accuse, il Ministro riporta i FATTI seguenti:

    – Il Consiglio d’Europa stabili che i paesi membri dovessero riprendersi i propri cittadini in carcere negli altri stati solo con il consenso del detenuto.
    – Italia e Romania firmarono nel 2003 un accordo prevedendo che i condannati possono essere rimpatriati senza loro consenso, se una procedura di convalido della sentenza straniera tramite la giustizia della madrepatria del condannato viene compiuta
    – Io, ministro Moroni, preferisco tenerli in carcere qui anziché restituirli a forza perché non voglio rischiare di ritrovarci quei detenuti in Italia

    Risulta che sia lui, Moroni, che preferisce tenerli nelle carcere italiane piuttosto che rispettare l’accordo firmato e sottoporre la sentenza a la procedura di convalido.
    In un paese civile e democratico, sarà il ministro a rendere conto per quali motivi seri e dimostrabili lui preferisce di non rispettare l’accordo con Romania sotto il pretesto di temere che i condannati romeni rischino di rientrare in Italia.

    Adesso un punto sull’atteggiamento di questo Morone, che da politico disonesto, bugiardo ed estremista, sta invertendo le responsabilità accusando il stato romeno di non rispettare un accordo che in realtà lui stesso impedisce.
    Si tratta qui di un accordo bilaterale tra due stati sovrani, formulato nel rispetto del diritto internazionale, firmato 5 anni fa da gente responsabile, capi del governo. Affermare adesso improvvisamente che questo trattato non funzioni, non sia vallabile, o che ne so io, mi risulta di un livello di stupidità, incapacità, irresponsabilità e cialtroneria di cui non ho più parole per esprimere il mio disdegno. Gridare pubblicamente che sono i romeni che impediscono l’applicazione del trattato raggiunge davvero i stracolmi del disgusto.
    È un atteggiamento tipico per la propaganda anti-romena destinata al pubblico interno, italiano.

  17. MAURIZIO permalink
    18 febbraio 2009 13:01

    😦 Dopo questo ultimo post non ci capisco più un cazzo di come non stanno funzionando le cose tra Ro e It(scusate)..mi viene mal di testa..

  18. gunnar permalink
    18 febbraio 2009 22:05

    Volete sapere come funziona la collaborazione tra romania e italia con poliziotti romeni mandati ad affiancare i colleghi italiani? E fantastico, meglio di una barzeletta di Berlusconi:

    Fa parte del piano ‘Welcome Home’ che il ministro degli interni romeno ha detto di avere pronto per i delinquenti che ritornano in romania in tempi di crisi.

    “I poliziotti romeni che parlano rromanes sono di grande aiuto ai poliziotti italiani. Vanno nei campi rom, assistono gli italiani nelle azioni. Parlano direttamente con i delinquenti zingari in rromanes e l’impatto è fortissimo. Hanno risolto tanti casi cosi.

    Fonti del ministero dell’interno romeno affermano che i poliziotti dislocati in italia hanno gravi problemi finanziari. Ricevono 17 euro al giorno
    come rimborso spese e lo stipendio in Romania viene decurtato per il periodo in Italia. Per questo motivo tanti che hanno già partecipato a missioni in italia si sono rifiutati di rifarlo.”

    Queste informazioni le ha pubblicate il giornale online http://www.gandul.info

    E pazzesco, avete capito che i poliziotti sono scoraggiati a partecipare a questo tipo di collaborazioni? Però in romania non si fanno scrupolo dal spendere milioni di euro in campagne di communicazione ‘Romania, piacere di conoscerti’ perfettamente inutili. Per poi concludere che l’immagine dei romeni è migliorata.

    Chi deve denunciare queste cose? La stampa italiana? Il ministro Maroni?

  19. MAURIZIO permalink
    19 febbraio 2009 12:47

    che cazzata..mamma mia..anche in Romania i politici sono una bella banda di fenomeni…

  20. Preda Barbu permalink
    19 febbraio 2009 13:22

    @MAURIZIO
    anche a me sfugge il perché di questa vicenda

    Anzitutto non riesco a capire i motivi del Morone per impedire la procedura di convalido delle sentenze italiane tramite le corti romene, procedura prevista dal trattato del 2005. Credo invece di capire molto bene perché Moroni butta la responsabilità del non-rimpatrio dei condannati romeni sulla parte romena: propaganda populista, si crea un “nemico” estraneo, diversione da due soldi.

    Il vero problema sta altrove e nessuno non ne è entrato nel merito: il rimpatrio con l’esecuzione della pena in Romania non risolva gran cosa. Un stupratore romeno condannato secondo la legge italiana a, diciamo, cinque anni, con la sentenza convalidata dai romeni, sconta i cinque anni in una prigione romena, tra i suoi, in celle collettive da 4 a 20 detenuti, dove è più lieto che nelle celle individuali italiane, tra stranieri… Un vero deterrente, quello non è, mio parere…Meno male sarà se quello prenderebbe i suoi quindici anni ben meritati, che li assolva tutti, ma per questo serve un’altra giustizia…

    Anche il rimpatrio preventivo dei soggetti pluripregiudicati, di cui si parla oggi (il caso del Lajos), non è che una pseudosoluzione miope ed infantile. Il cittadino romeno con casellario penale italiano di due kilometri ma con quello romeno pulito, è in Romania un cittadino libero che prenderà il prossimo volo per l’Italia, Spagna o altrove.

    Non basta cacciare oltre frontiera i cattivi soggetti, perché quella frontiera non esiste più. Molto migliore sarà di tenere sotto gli occhi i delinquenti pluripregiudicati, controllarli.
    Mi chiedo a cosa serve Europol ?

    @gunnar
    E veramente ironico che sia proprio io a difendere il governo romeno…

    Però, devi sapere che l’appoggio, inoltre molto apprezzato dalla parte italiana, dei poliziotti romeni mandati in Italia viene pagato esclusivamente dallo stato romeno, nei limiti delle sue possibilità finanziarie. Questi poliziotti dormono nelle caserme e mangiano alla mensa, in condizioni assai spartane. Per loro ottimo lavoro all’appoggio dello Stato Italiano, questo non paga proprio niente…

    Mandare diecine di poliziotti romeni in Italia è un gesto di buona volontà dello stato romeno, certo nel’ambito un una UE, di cui la Romania vuole mostrarsi un membro affidabile.

    Non esiste comunque un obbligo né legale né morale o altro dalla parte di un stato per inseguire i suoi cittadini al di là delle sue frontiere. (Quanti poliziotti manda Italia nei stati colpiti delle mafie italiane ?!)

    Ogni stato ha il diritto e l’obbligo di fare rispettare le leggi sue sul territorio suo. È dunque roba dello Stato Italiano di inseguire e punire i reati commessi sul territorio italiano da qualsiasi persona. Il fatto che Italia non è capace di gestire flussi delinquenziali che altri stati come Germania (bersaglio principale dei delinquenti romeni), Spagna, Francia solvono senz’altro e senza fomentare un bordello mediatico, è un grave sintomo di un sistema fallito.
    È triste che un paese ricco e sviluppato goda con tanto bisogno l’assistenza di un paese molto più povero e stesso in preda a gravi problemi di corruzione e saccheggio del bene pubblico.

    Il vero scandalo, secondo me, è che i poliziotti romeni devono lavorare per il stato italiano in condizioni precarie, senza nessun appoggio materiale dalla parte del usufruttuario del loro lavoro.

  21. daditza permalink
    19 febbraio 2009 14:41

    Preda,
    a dire il vero, ogni tanto l’Italia manda degli investigatori in Germania quando ci sono delitti di mafia (tipo qui, la strage di Duisburg. La immensa quantità di DUE investigatori..http://www.focus.de/panorama/welt/duisburg-morde_aid_69909.html). I tedeschi in genere però commentano molto ironicamente questi “prestiti” chiedendosi se gli italiani sono stati mandati da Berlusconi per insabbiare, piùttosto che risolvere….

  22. gunnar permalink
    20 febbraio 2009 12:08

    Guarda un po’ il ministro Diaconescu ha trovato l’accordo bilaterale del 2003, l’ha letto e si prepara a venire in italia lunedi prossimo.

    Diaconescu ha anche detto che le autorita’ italiane hanno sollecitato il trasferimento in prigioni della Romania di 33 detenuti romeni, attualmente in carcere in Italia spiegando pero’ che esistono problemi legislativi e comunitari.
    Ha sottolineato che, ai sensi dell’accordo bilaterale sul trasferimento dei detenuti firmato tra Italia e Romania nel 2003, il consenso delle persone condannate in via definitiva non e’ obbligatorio.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329910

  23. Anonimo permalink
    20 febbraio 2009 12:24

    Si, Dadi, senz’altro…Polizie collaborano da sempre, non l’hanno inventato i romeni…
    Volevo solo affermare che in questa vicenda, lo stato romeno fa la sua in modo assai corretto.

    Non sono proprio un amico della politica romena, ma nella vicenda della microcriminalità esportata dalla Romania, circolano in Italia leggende metropolitane – fomentate dalle media e dai politici – tanto infame che assurde, come quella dello stato romeno che abbia svuotato le prigioni, mandando i delinquenti verso l’Italia.

    Il callo dei delitti e dei detenuti in Romania – un bel 30% complessivo – iniziò già dal 1995, ma è stato accelerato solo dopo 2002, quando l’obbligo di visto per i cittadini romeni viaggiando in Europa fu abolito. Di questo provvedimento hanno approfittato centinaia di migliaia di lavoratori delle aree rimaste deindustrializzate negli anni novanta, ma anche circa 10.000 delinquenti che si sono diffusi dappertutto l’Europa.

    Chi crede che quelli delinquenti abbiano avuto bisogno del’invito o del’appoggio dello stato per girovagare in Europa è un idiota, chi fa finta di crederlo, un vigliacco.

    Il scherzo è, che la più parte degli delinquenti romeni “lavorando” al’estero, lo fanno in Germania, non in Italia. All’inizio degli anni 2000, i tedeschi erano abbastanza incazzati soprattutto del fatto che loro nutrivano il sospetto di una certa tolleranza colpevole delle autorità romene verso l’esporto di criminalità. Quando si sono convinti che veramente non è il caso, loro non commentano più, beccano i delinquenti, li chiudono, business as usual, su sfondo di ottima collaborazione coi colleghi romeni.

    Usare di poliziotti romeni pagati dallo stato romeno per contrastare la delinquenza romena in Italia è la versione low-cost, il stesso trucco del padroncino che importa braccianti romeni per raccogliere i pomodori. Un stato con le pretese dell’Italia farà molto meglio assumere poliziotti romeni: entro una comunità di oltre un milione di persone, si troveranno duecento per questo impegno. A Londra e Parigi trovi poliziotti di tutti le colori, a Berlino sono poliziotti di estrazione turca, mentre l’Italia sembra irrigidirsi sul personale DOC.

    @gunnar

    “Guarda un po’ il ministro Diaconescu ha trovato l’accordo bilaterale del 2003, l’ha letto e si prepara a venire in italia lunedi prossimo.”

    Non sono convinto che in questa vicenda la posizione dello stato romeno merita sarcasmo.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329910

    Grazie per la fonte, ma allora quotiamola integralmente, perché temo che ti siano sfuggiti parecchi informazioni:

    “Ha sottolineato che, ai sensi dell’accordo bilaterale sul trasferimento dei detenuti firmato tra Italia e Romania nel 2003, il consenso delle persone condannate in via definitiva non è obbligatorio. «Il trasferimento si può fare», ma «al momento, il rimpatrio può avvenire solo se, nella sentenza pronunciata, i giudici italiani precisano chiaramente l’espulsione», provvedimento che però «non si applica tra i cittadini dell’Ue e perciò i tribunali italiani hanno riserve nel pronunciare simili sentenze».”

    Saluti.

  24. Preda Barbu permalink
    20 febbraio 2009 12:25

    Si, Dadi, senz’altro…Polizie collaborano da sempre, non l’hanno inventato i romeni…
    Volevo solo affermare che in questa vicenda, lo stato romeno fa la sua in modo assai corretto.

    Non sono proprio un amico della politica romena, ma nella vicenda della microcriminalità esportata dalla Romania, circolano in Italia leggende metropolitane – fomentate dalle media e dai politici – tanto infame che assurde, come quella dello stato romeno che abbia svuotato le prigioni, mandando i delinquenti verso l’Italia.

    Il callo dei delitti e dei detenuti in Romania – un bel 30% complessivo – iniziò già dal 1995, ma è stato accelerato solo dopo 2002, quando l’obbligo di visto per i cittadini romeni viaggiando in Europa fu abolito. Di questo provvedimento hanno approfittato centinaia di migliaia di lavoratori delle aree rimaste deindustrializzate negli anni novanta, ma anche circa 10.000 delinquenti che si sono diffusi dappertutto l’Europa.

    Chi crede che quelli delinquenti abbiano avuto bisogno del’invito o del’appoggio dello stato per girovagare in Europa è un idiota, chi fa finta di crederlo, un vigliacco.

    Il scherzo è, che la più parte degli delinquenti romeni “lavorando” al’estero, lo fanno in Germania, non in Italia. All’inizio degli anni 2000, i tedeschi erano abbastanza incazzati soprattutto del fatto che loro nutrivano il sospetto di una certa tolleranza colpevole delle autorità romene verso l’esporto di criminalità. Quando si sono convinti che veramente non è il caso, loro non commentano più, beccano i delinquenti, li chiudono, business as usual, su sfondo di ottima collaborazione coi colleghi romeni.

    Usare di poliziotti romeni pagati dallo stato romeno per contrastare la delinquenza romena in Italia è la versione low-cost, il stesso trucco del padroncino che importa braccianti romeni per raccogliere i pomodori. Un stato con le pretese dell’Italia farà molto meglio assumere poliziotti romeni: entro una comunità di oltre un milione di persone, si troveranno duecento per questo impegno. A Londra e Parigi trovi poliziotti di tutti le colori, a Berlino sono poliziotti di estrazione turca, mentre l’Italia sembra irrigidirsi sul personale DOC.

    @gunnar

    “Guarda un po’ il ministro Diaconescu ha trovato l’accordo bilaterale del 2003, l’ha letto e si prepara a venire in italia lunedi prossimo.”

    Non sono convinto che in questa vicenda la posizione dello stato romeno merita sarcasmo.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329910

    Grazie per la fonte, ma allora quotiamola integralmente, perché temo che ti siano sfuggiti parecchi informazioni:

    “Ha sottolineato che, ai sensi dell’accordo bilaterale sul trasferimento dei detenuti firmato tra Italia e Romania nel 2003, il consenso delle persone condannate in via definitiva non è obbligatorio. «Il trasferimento si può fare», ma «al momento, il rimpatrio può avvenire solo se, nella sentenza pronunciata, i giudici italiani precisano chiaramente l’espulsione», provvedimento che però «non si applica tra i cittadini dell’Ue e perciò i tribunali italiani hanno riserve nel pronunciare simili sentenze».”

    Saluti.

  25. daditza permalink
    21 febbraio 2009 09:58

    Preda,
    Un stato con le pretese dell’Italia farà molto meglio assumere poliziotti romeni

    Assolutamente si. Proprio in Germania con i poliziotti di origine turca questo ha mostrato ottimi risultati, e sono convinta che sarebbe una buona soluzione anche in Italia. Secondo me dovrebbe essere obbligatorio, come si sono introdotte le quote obbligatorie in politica per le donne, una anche per le minoranze. In una città dove una certa percentuale dei residenti è di una certa nazionalità, sarebbe solo logico che la stessa percentuale sia espressa anche nelle forze dell’ordine. Ma chissà perchè, ho poche speranze che questo possa succedere in Italia..

  26. gunnar permalink
    22 febbraio 2009 13:47

    La comunità romena in italia non ha ancora le seconde generazioni, o almeno le seconde generazioni vanno ancora alle elementari.

    Non è possibile avere poliziotti che non sono cittadini dello stato o che sono venuti in italia a formazione conclusa. Al massimo ci sono i mediatori culturali.

    In più il mercato del lavoro NON è aperto in italia, se non sei italiano non puoi neanche guidare un autobus di linea o taxi. Figuriamoci fare il poliziotto o il giudice.

    E far pesare la collaborazione con poliziotti romeni è un comportamento tipicamente balcanico dove è consuetudine fare il lavoro è spacciato per fare un favore. Questo è un comportamento irresponsabile della autorità che danneggia TUTTA la comunità dei romeni – delinquenti e onesti tutti abbiamo bisogno di sicurezza. La Romania non può semplicemente abbandonare il milione di romeni in italia e lasciare che l’italia faccia tutto – accoglienza, lavoro, sicurezza. Per poi fare retorica sui diritti europei.

    Europei prima di tutto vuol dire collaborare seriamente.

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