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Severgnini, non deluderci!

9 marzo 2009

Pubblico con piacere la lettera mandata a Beppe Severgini da venti personaggi di spicco:

Leggiamo con qualche costernazione, sul “Corriere.it” (“Italians”, martedì 3 marzo): “Fino a un paio di anni fa il 90% dei responsabili (delle violenze sessuali) era italiano… Oggi quella percentuale è scesa al 60% . Vuol dire che il 40% delle violenze sessuali viene commesso dal 6,5 % della popolazione – tanti sono gli stranieri in Italia, 4 milioni su 60 milioni”.
Non è affatto così, anche se la “fonte” citata da Severgnini (un giornale gratuito distribuito nelle grandi città) può indurre nell’errore. Nel caso dei dati 2007, si tratta di una stima Istat, molto credibile. Invece, per quanto riguarda i dati 2008, si tratta non di violenze compiute, ma di violenze sessuali denunciate, circa 4500, pochissime rispetto a quelle compiute. I presunti autori denunciati sono stati 8845, di cui circa 3450 non hanno la cittadinanza italiana. Scambiare gli stupri compiuti con quelli denunciati porta a distorsioni enormi, perché si tratta purtroppo di una percentuale bassissima rispetto al totale (valutabili tra il 5% e il 10% del totale, se si seguono le stime di una ricerca svolta dall’Istat). Su una cifra così bassa influiscono vari fattori, tra cui le scarsissime denunce da parte delle vittime e le attività investigative.
Non solo la violenza tra le mura di casa o compiute da conoscenti è enormemente più diffusa, ma essa viene denunciata molto raramente: questo influisce su cifre che bisognerebbe accompagnare con maggiore senso di responsabilità e attenzione, per evitare non solo di contribuire alle ondate di panico morale in chiave di razzismo (in particolare, antiromeno), ma anche di celare i termini del gravissimo tema della violenza alle donne (circa un milione di casi l’anno, secondo l’ISTAT), distorcendolo e rendendolo irriconoscibile. Per darne una sola idea: la percentuale degli stupri subiti da uno sconosciuto è stimata del 6% circa, preceduta dalle percentuali dovute ad ex-partner, partner, amici ecc…

Firmatari:

Viorica Nechifor viorica.nechifor@gmail.com
Giuseppe Faso, Centro interculturale empolese-valdelsa
Udo C. Enwereuzor, Cospe-Raxen Nfp Italy
Anna Meli, Cospe, responsabile media e immigrazione
Viorica Nechifor, giornalista romena, viorica.nechifor@gmail.com
Filippo Miraglia, resp. naz. immigrazione, Arci
Carlo Sorrentino, Università di Firenze, corso di laurea media e giornalismo
Luciano Scagliotti, Enar Italia
Maria Immacolata Macioti, docente sociologia La Sapienza, Roma
Cristiano Lucchi, giornalista
Piero Colacicchi, Associazione OsservAzione Firenze
Lorenzo Guadagnucci, giornalista
Zenone Sovilla, giornalista
Mihai Mircea Butcovan, giornalista e scrittore romeno
Beatrice Montini, giornalista
Aurelia Mirita, presidente Associazione Promozione sociale e culturale italo-romena
Fratia Horia Corneliu Cicortas, presidente Firi
Sorin Cehan, direttore Gazeta romaneasca
Simona C. Farcas, imprenditrice, presidente Associazione Italia Romania Futuro Insieme
Carlo Gubitosa, Peacelink
Crina Suceveanu, presidente associazione Nicolae Balcescu, Cefalù (Pa)

La lettera e la risposta de Severgnini sono state pubblicate sulla sua rubrica fissa, sul Corriere. Ma sinceramente delude un po’. Mi aspettavo ad un’altra risposta da uno che d’immigrazione italiana se ne intende, e anche bene.

La fonte non è “un giornale gratuito distribuito nelle grandi città” bensì il MInistero dell’Interno, citato dal “Corriere della Sera” del 25 febbraio e da molti altri organi di informazione (tra cui anche la free press, che c’è di male?). Questo era scritto chiaramente nella mia risposta (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-03-03/01.spm). Risposta che – per i toni e per lo spirito – è stata apprezzata anche in Romania, dove sto per tornare, dopo tanti anni. Segno che la questione mi interessa, e molto. Troppi immigrati onesti (non solo romeni) soffrono per questo; e dagli immigrati – come sappiamo, o dovremmo sapere – dipende una parte importante del futuro italiano.
Comunque è vero: in un passaggio ho accostato dati diversi, ho sbagliato e me ne scuso. I dati Istat (che ho citato spesso, anche sul Magazine e su RMC) si riferiscono alle violenze sessuali stimate (anno 2007), mentre i dati del ministero si riferiscono alle violenze sessuali denunciate nel 2008. Ma qui il dato che riguarda gli stranieri è in grande crescita: nel triennio 2004-2007 stava al 22%, nel 2008 è salito al 40% (fonte Ministero/Corriere 25.2.09). Ricordo che altri dati – relativi a rapine, sfruttamento della prostituzione, spaccio, popolazione carceraria – dimostrano che il coinvolgimento straniero in attività criminali è ben superiore al 6% (questa la percentuale sul totale della popolazione).
Quindi un problema ce l’abbiamo, e grosso. Problema che è stato bellamente ignorato in questa lettera e nelle altre che, singolarmente, mi avete mandato. Secondo voi esiste o non esiste un collegamento tra criminalità e immigrazione? Andrebbe tutto benone, nelle nostre città, se non fosse per i media allarmisti? Scusate la franchezza: ma se ignorate l’ansia e l’insicurezza che si va diffondendo in Italia, e cercate di far passare uno come me per sobillatore xenofobo, siamo messi proprio male.


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One Comment leave one →
  1. 9 marzo 2009 13:15

    Se per caso ti fosse sfuggito questo spiritoso articolo di Mircea Toma:

    http://www.catavencu.ro/italieni_nu_putem_esua_decat_impreuna-6399.html

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