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L’enorme favore della stampa italiana a Berlusconi

12 luglio 2010

Premessa: non sono un sostenitore né di Berlusconi né della sua corrente politica.
Questo non mi impedisce di riconoscere al Cavaliere due meriti.

Il primo sarebbe che ha stregato gli italiani ripetendo al infinito che l’Italia se la passa benissimo ai tempi di crisi. I consumi in Italia sono scesi pochissimo e cosi gli effetti della crisi hanno tardato molto, quasi ad arrivare al punto di ripresa dell’economia mondiale. Su questo argomento 10 e lode anche se di mezzo c’è stata la menzogna. Meglio mentiti che con la casa presa dalla banca.

Il secondo merito. Uno dei suoi interessi coincide con uno degli immigrati. Mi riferisco alla segretezza degli atti e delle prove relative alle indagini. Sembrerà strano ad alcuni di voi, ma gli immigrati ci tengono tanto a non essere sbattuti in prima pagina con nome, cognome, foto, età e con un titolo che sancisce già l’accaduto a seconda della circostanza elettorale. Questo non per proteggere chi sbaglia, ma per un frustrante senso di diseguaglianza nei confronti degli italiani.

Vite degli innocenti in pasto alla stampa

Non credo che avete dimenticato i volti di Karol Racz e Loyos Alexandru, i cosiddetti “violentatori di Caffarella”. Dopo diverse settimane di carcere vengono mandati a casa (senza scuse) e si trovano in mezzo a gogna mediatica senza precedenti in Italia. I loro volti sono stati associati con le parole “mostri”, “belve” e “violentatori”. Di più, per “certificare” in qualche modo l’inciampo della Giustizia, Loyos stava per beccarsi qualche anno di carcere per aver ammesso in una prima fase dell’indagine la colpevolezza. A nessuno interessava perché l’ha fatto, bastava che c’erano i presuposti per mandarlo dentro.

Il caso non è unico. La Giustizia sbaglia perché sono sempre esseri umani a metterla insieme. Ma la percentuale di certi “errori” è visibilmente maggiore quando di mezzo sono gli stranieri. Gli atti della polizia giudiziaria, non si sa per quale ragione, vengono ceduti spesso e volentieri alla stampa se il sospetto è straniero. Se invece è italiano, il registro cambia; o le iniziali oppure niente, se si tratta di casi minori.

Romeni, notizia nella notizia

Come già sapete d’esperienza, la nazionalità di un delinquente diventa “notizia in notizia”. “L’informazione privilegia le vicende di efferata violenza che vedono protagonisti i cittadini stranieri. L’etichetta di stupratori che in alcuni casi e’ stato affibbiato alla comunità romena, e’ uno degli stereotipi più vergognosi partoriti da un sistema dell’informazione superficiale”, ha ammesso recentemente Gianfranco Fini, presidente della Camera.

Detto questo, diventa logico che un sistema di tipo tedesco, britannico o irlandese andrebbe meglio agli immigrati. Nei suddetti paesi, ma anche altrove,  nulla va pubblicato fino alla sentenza del primo grado. In Irlanda è vietato addirittura pubblicare la nazionalità del delinquente.

Questo spiega perché nessuna testata di rilievo occidentale non ha mostrato solidarietà alla stampa italiana. Semplicemente, parte delle richieste italiane sono illegali nei loro paesi! Di più, le considerano una libertà da difendere e non un bavaglio.

Il sistema che non regge

Tanto è vero che senza alcune intercettazioni spifferate alla stampa, alcuni delitti della Mafia o della clicca andrebbero sepolti. Una scelta va fatta; o si da credito alla Giustizia fino in fondo, oppure si continua su questa strada “della libertà di stampa” che di risultati ne ha avuti solo “selettivi”. Infine, qual’è la differenza tra un’intercettazione pubblicata a fine processo e una spifferata in un certo momento politico?

Il sistema va cambiato e su questo non ci piove. Ma la stampa italiana invece di battersi per le limitazioni poste nelle intercettazioni agli PM ed affini si batte per il suo osso, molto più piccolo e che a volte danneggia al Paese. La tensione che c’è adesso tra stranieri e italiani non è roba del destino. Si tratta di una tensione creata dalla stampa su casi che arrivati davanti al giudice si sono dimostrati meno pesanti.

Quei stranieri che producono una consistente percentuale del PIL italiano chiedono che la legge venga rispettata. La segretezza degli atti delle indagini era già prevista ma non andava rispettata per via delle multe ridicole. Ma era LEGGE. Adesso per l’eccesso di questo strumento, l’equilibrio si è rotto e Berlusconi vorrebbe punire anche i magistrati. Su cosa ci concentriamo cari colleghi? Qual’è la cosa più grave? La notizia che non va pubblicata adesso – ma in un secondo momento – oppure le limitazioni alle indagini?

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